Scarpe sportive

Come scegliere le scarpe sportive più adatte alle vostre necessità di allenamento tra tutti i modelli e le marche di scarpe sportive che il mercato attuale propone?

Acquistare scarpe sportive non vuol dire far cadere la scelta sulle paia di scarpe che hanno la migliore estetica secondo i gusti personali. Questo rappresenta l’errore più grande dei neofiti dello sport che decidono di dedicare mezz’ora al giorno per fare una salutare corsa o si iscrivono in palestra per tenersi in forma ed eventualmente perdere qualche chilo di troppo. 

Leggendo la nostra guida all’acquisto, vedrete quali sono i criteri più importanti da tenere in considerazione grazie ai consigli forniti dai migliori esperti di ortopedia, la branca della medicina che si occupa del sistema osteoarticolare (riguardante cioè ossa e articolazioni), e di podologia, la specialità che si interessa alla cura esterna del piede, igiene compresa. 

Dalla loro invenzione, le scarpe sportive hanno subito parecchie evoluzioni nel tempo fino a diventare un vero e proprio oggetto di culto a livello mondiale nonché di identificazione personale. 

Alle tradizionali linee “old school” ereditate dal passato, amate ancora da tantissimi, si affianca una vasta gamma di prodotti che si rinnova a ogni stagione per tecnologia, forma e materiali. 

Idonee a tutti, bambini, ragazzi, adulti e anziani, superlativamente comode per affrontare anche le più diverse situazioni imposte dalla vita quotidiana oltre che per vivere le ore del tempo libero nel massimo comfort, le scarpe sportive trovano la loro massima espressione nella moda in veste di sneakers, le scarpe da ginnastica adattate allo stile urbano. 

In questa guida ci soffermiamo sugli aspetti tecnici basati sulla primaria funzione delle scarpe sportive, ossia quella di calzature specificatamente studiate e prodotte per fare sport. 

Le prime domande da porsi per scegliere le scarpe sportive migliori, prima ancora di pensare alla marca o di volere a tutti i costi un modello specifico, sono da riferirsi alle proprie caratteristiche fisiche, come forma dei piedi e peso che devono sostenere, e l’impiego a cui sono destinate le scarpe sportive, cioè se servono alle fasi di allenamento oppure per le gare. 

Fondamentalmente la scarpe sportive devono proteggere la pianta del piede, assecondare la naturale capacità di ammortizzamento, assecondare i movimenti, favorire l’appoggio plantare, agevolare l’assetto atletico, non fare percepire l’asprezza del terreno, essere flessibile e resistente. Insomma, le scarpe sportive devono adattarsi devono adattarsi a qualsiasi movimento effettuato. 

Acquistare scarpe sportive 

Scegliere e acquistare scarpe sportive sicure significa comprare scarpe specifiche per praticare una determinata disciplina sportiva senza rischiare di indossare calzature inadeguate. 

La maggiore varietà di modelli di una marca si trova in un negozio o maxistore autorizzati alla vendita di un preciso brand o nel sito della casa produttrice. 

Naturalmente nei punti vendita trovate personale che, almeno in teoria, dovrebbe sapere rispondere ai vostri quesiti mirati. Tuttavia avrete notato che questa non è una regola universale; sta di fatto che è meglio essere preventivamente informati su alcune conoscenze di base per essere più indipendenti nell’acquisto, anche perché è ovvio che i vostri attimi di indecisione sono direttamente proporzionali a ciò che i commessi dichiareranno per convincervi a scegliere un prodotto (sovente anche più di uno!). 

Spesso le scarpe sportive sono accompagnate da tagliandi illustrativi che ne descrivono i materiali utilizzati e le tecnologie applicate per rendere l’utilizzo più conforme in base al tipo di attività sportiva effettuata. È basilare che le dichiarazioni del produttore corrispondano a verità; a questo scopo esistono certificazioni e norme di sicurezza per salvaguardare noi consumatori. 

Le scarpe sportive più consone a ciascuno non sono propriamente di una marca piuttosto che di un’altra. Ciò è semmai vero dopo avere preso atto della cosa più importante, ovvero della struttura dei nostri piedi. 

Un piede è formato da ben 26 ossa, 19 muscoli, 33 articolazioni, 150 tra legamenti e tendini e centinaia di migliaia di ghiandole sudoripare. “Progettati” per tollerare persino più di 200.000 chilometri, ogni giorno poggiano a terra migliaia (o decine di migliaia) di volte se si conduce un movimento regolare. Inoltre il carico di chili di pressione che deve sopportare è notevole: una corsa di 7 chilometri fatta da un individuo di 70 chili produce su ogni piede una pressione complessiva pari a 900 tonnellate. Camminando la pressione totale si riduce, ma ore di passeggiata generano comunque tonnellate di peso che gravano sui piedi. Poiché non si va soltanto beatamente a spasso nel parco godendo il panorama; per necessità si salgono o si scendono scalini, si affrontano percorsi tortuosi o insoliti, il ritmo di vita quotidiano a volte obbliga a camminare di fretta. Infine, se non siamo seduti, i piedi ci permettono di stare in piedi (un gioco di parole per dire che la conquista della posizione eretta non è stata cosa da poco nell’evoluzione dell’uomo!). 

Capite bene che non si dovrebbero coprire i piedi con scarpe di bassa qualità (regola generale per la scelta di qualsiasi tipo di calzature).  

Il primo passo (tanto per rimanere in tema!) da fare per orientarsi verso le scarpe sportive corrette è quello di individuare la forma dei propri piedi, che possono essere: 

piedi normali. Il passo avviene regolarmente ed è presente ammortizzamento del peso corporeo (il piede poggia sul calcagno e il peso va spostandosi verso la punta del piede passando prima sull’arco plantare con una lieve inclinazione: si tratta della pronazione); 

piedi arcuati. L’ammortizzamento avviene solo in parte, e comunque non in maniera corretta, dal momento che la pronazione non è adeguata poiché la parte interna del piede rimane sollevata e scarsamente flessa (se la parte resta rigida allora si parla di supinazione); 

piedi piatti. Non è presente ammortizzamento durante l’esecuzione dei passi perché l’arco plantare non è concavo abbastanza, quindi tendini e articolazioni sono sottoposti a sovraccarico. 

Probabilmente già conoscete la forma dei vostri piedi sin da piccoli, specialmente se avete (o avete avuto) patologie ed è stato necessario l’intervento di un ortopedico o di un podologo. Tuttavia potreste ignorare la forma dei piedi e non sapere se sono del tutto normali. 

I piedi non sono perfettamente identici. Oltre a essere uno poco più corto e/o stretto dell’altro, anche i movimenti che compiono possono essere differenti. Pertanto l’inclinazione delle scarpe usate e l’usura della suola lasciano tracce di altre problematiche (es. una gamba è più corta dell’altra, la potenza muscolare non è equilibrata, ecc.). 

Osservate la forma delle scarpe già usate (meglio le vecchie scarpe sportive), quelle che mettete la maggior parte del tempo perché vi stanno comode, e scoprite qualcosa in più sui vostri piedi. 

Mettete le scarpe allineate sul tavolo (non dimenticate un pezzo di carta sotto!); se si inclinano verso l’esterno è possibile che siate supinatori (quando il piede appoggia tende a cedere verso l’esterno), se si inclinano verso l’interno è invece probabile che siate pronatori (quando il piede appoggia tende a cedere verso l’interno). 

Capovolgete le scarpe. L’usura dell’area esterna della suola è propria del supinatore; l’usura dell’area corrispondente al calcagno è tipica del pronatore

La differenza tra pronazione e supinazione è basilare per affrontare nel miglior modo possibile la corsa e tutte quelle discipline sportive in cui essa è parte integrante per realizzare determinate azioni. 

Un criterio discriminante per l’acquisto è piegare la scarpa che desiderate comprare. 

Se la scarpa tende a piegarsi in prossimità della zona che ospita le dita del piede allora sarà un buon acquisto; se tende a curvarsi presso l’arco plantare, quindi a metà, sappiate che esistono scarpe sportive migliori! 

Scarpe sportive e loro struttura: tomaia, plantare, intersuola e suola delle scarpe per fare sport

Le singole parti che compongono le scarpe sportive diventano ragguardevoli via via che l’allenamento si intensifica. 

Tomaia delle scarpe sportive 

La tomaia è la parte superiore della scarpa che copre il piede e occupa la maggiore superficie della scarpa stessa

Poiché la mobilità dei piedi ha assetti peculiari in ogni disciplina sportiva, la tomaia delle scarpe sportive varia se occorre libertà e variazione di movimento oppure contenimento e protezione, pertanto la forma della tomaia varia a seconda dell’attività sportiva svolta. 

Un esempio evidente a tutti è la differenza della forma tra le scarpe da tennis e quelle da basket: il giocatore di basket ha bisogno di una struttura che rende stabile la caviglia, il tennista no. 

Attorno alla caviglia si sviluppa il collarino, la cui resistenza all’attrito delle caviglie determina parte della robustezza delle scarpe sportive. 

I principali sistemi di allacciatura prevedono stringhe da infilare in asole monofila o a doppia fila, fermalacci, strap con velcro o ganci. Non è insolito vedere l’alternanza di un sistema di allacciatura anziché un altro nella gamma di scarpe sportive dedicate a una precisa disciplina (prendiamo sempre le scarpe da tennis. Una volta erano esclusivamente con stringhe, oggi alcune varianti possono avere la chiusura a fasce con velcro). 

Le scarpe stringate si prestano a variazioni estetiche poiché i lacci possono essere facilmente cambiati con lacci variabilmente colorati (tono su tono o contrastanti rispetto alla tomaia) oppure con elementi grafici stampati. 

Sotto l’allacciatura è posizionata una linguetta protettiva per proteggere il dorso del piede. 

La tomaia è provvista di un sistema antisudorifero che permette l’espulsione, all’esterno della scarpa, del sudore prodotto dalle ghiandole sudoripare perché non venga del tutto compromessa l’igiene del piede. 

I materiali con cui è prodotta la tomaia hanno subito sostanziali evoluzioni. 

Dapprima la vera pelle era indice di pregio indiscusso; con l’affinazione delle tecnologie è subentrato anche l’uso di materiali sintetici (es. nylon, microfibre, ecc.) per favorire resistenza, capacità traspirante e leggerezza, tanto da differenziare la composizione delle singole sezioni della tomaia. 

Plantare delle scarpe sportive 

Il plantare è una suoletta rigida, modellata sulla forma sottostante del piede, introdotta nella scarpa per favorire il comfort o correggere le malformazioni della pianta del piede

Le scarpe sportive in vendita hanno tutte il plantare anatomico, adattabile a qualsiasi tipo di piede. Chi ha una qualsiasi malformazione deve ovviamente rivolgersi all’ortopedico per eseguire una visita e farsi realizzare il plantare adatto alla correzione dell’anomalia. A causa del carico eccessivo o mal distribuito sul piede, la valutazione ortopedica è indispensabile anche per obesi e protèsi. 

Grazie alla tecnologia, la gamma di materiali (ottime le sostanze termoplastiche, che si possono modificare facilmente se è necessario rimodellare il plantare) e le tecniche di lavorazione (i procedimenti termoformabili producono plantari a densità differenziata) si possono ottenere risultati significativi che riflettono i benefici su tutta la struttura osteo-articolare dell’apparato scheletrico. 

Praticare attività sportiva mette spesso in luce patologie o malformazioni già in età precoce; questo vale anche per i piedi dei bambini e degli adolescenti o di chiunque inizi a fare sport in età adulta o avanzata. 

Intersuola delle scarpe sportive 

L’intersuola è la parte della scarpa compresa tra tomaia e suola e contiene il sistema di ammortizzamento, il meccanismo che attutisce l’impatto degli urti a carico del piede che, tra le altre cose, sostiene il peso corporeo. Correndo, si scarica a terra un carico dalle 2 alle 3 volte superiore al proprio peso ogni volta che il piede impatta la superficie. Se eccedete i 100 chili, assodate che le scarpe sportive siano progettate per sostenervi senza cedimenti precoci dell’elasticità dei materiali. 

L’intersuola è spesso prodotta in IM-EVA (Injection Molded Ethylene Vinyl Acetate, una tipologia di etilene vinil-acetato) oppure in poliuretano (PU), anche se sono molti di più i composti applicati tra tomaia e suola (ad alcuni sono assegnati acronimi o nomi brevettati dalla casa produttrice che li utilizza. Es. adiPRENE e adiPRENE+ di Adidas, KMS 100 di Puma, Fila 2° di Fila, ecc.). 

Un’intersuola di basso profilo può provocare dolorose patologie infiammatorie alle articolazioni, lunghe da risolvere e compromettenti per il futuro. Gli atleti di un certo livello cambiano le proprie scarpe persino una volta alla settimana, al massimo ogni due, per sentire i benefici dell’ammortizzamento, il che fa comprendere gli svantaggi dell’usura dell’intersuola. 

Per capire se l’intersuola può assicurare una buona qualità di ammortizzamento, premetela semplicemente. Quanto più è morbida tanto più la scarpa è in gradi di ammortizzare il peso corporeo; di contro un’eccessiva cedevolezza compromette la stabilità dell’appoggio. 

Suola delle scarpe sportive 

La suola è la parte terminale della scarpa che poggia sul terreno

Il materiale principe delle suole delle scarpe sportive è la gomma poiché tollera bene trazione, flessione e abrasione. 

Il battistrada è la sezione più superficiale, quindi visibile; la superficie presenta un preciso motivo stampato sulla gomma (a spina di pesce, a ventosa, con artigli, ecc.) la cui scelta dipende dall’attività sportiva praticata. Di norma ogni superficie d’appoggio richiede un battistrada idoneo: 

– per l’asfalto ci vuole un battistrada liscio o con microsporgenze fittissime; 

– per terreni misti ci vuole un battistrada con sporgenze fitte e di medie dimensioni; 

– per suolo campestre e terreni impervi ci vuole un battistrada con sporgenze rade ma grandi.

Per conferire maggior presa sul terreno si usa il grip, un materiale fatto di gomma cristallina ed eventualmente amalgamato a componenti in carbonio per rendere la suola più dura e resistente. È  proprio il carbonio a lasciare le striature nere sui pavimenti indoor e di casa; la scritta No-Marking garantisce che la suola è trattata in modo da non lasciare antiestetici segni, tanto temuti da mamme e mogli perché faticose da eliminare. 

La stabilità delle scarpe sportive è direttamente proporzionale alla larghezza della suola, le cui dimensioni abbondanti favoriscono un appoggio migliore del piede proteggendo da un’eccessiva pronazione (iperpronazione), cioè dalla tendenza della scarpa a cedere verso l’interno. 

Per correggere la pronazione, sono consigliabili scarpe sportive antipronazione con stabilizzatori posteriori, suola rinforzata e supporto indeformabile nella conchiglia, la parte che ospita il tallone e ne controlla il movimento. 

La suola, come la tomaia, può essere dotata di un sistema antisudorifero che consente di espellere la produzione delle ghiandole sudoripare all’esterno della scarpa (la gomma forata dell’azienda italiana Geox rappresenta un ottimo esempio: all’interno della suola è immessa una membrana esclusiva a struttura microporosa che assorbe e scarica all’esterno il sudore senza che l’acqua entri nella scarpa). 

Agli amanti delle griffe o a coloro i quali vogliono lasciare un segno di appartenenza infine piace che sulla suola sia impresso il logo della casa produttrice delle scarpe per dare un tocco in più alle impronte lasciate dalle proprie scarpe. 

Sistema ammortizzante delle scarpe sportive 

La scoperta degli svariati impieghi della gomma è stata decisiva anche in ambito sportivo. 

Nel 1832 l’americano Wait Webster registrò il primo brevetto di suola in gomma; sette anni più tardi, quindi nel 1839, a Charles Goodyear (vi dice niente il cognome di quest’uomo?) gli esperimenti di vulcanizzazione della gomma gli riuscirono talmente bene da inventare il primo sistema di resistenza applicabile alla gomma. Quando il primo paio di scarpe sportive con tomaia in tela e suola di gomma vide la luce, fu battezzato Plimsoll, nome precedentemente adoperato da Samuel Plimsoll per riferirsi a una sua idea, cioè quella di introdurre una striscia bianca apposta sulla carena laterale delle navi da carico per implementare le norme di sicurezza nei porti e in mare. Concettualmente, la striscia laterale di gomma bianca delle scarpe sportive ricordava quella dei cargo. E ancora oggi il termine inglese plimsolls è sinonimo di sport shoes, ovvero scarpe sportive. Ancora più noto, anche perché giunto a tante lingue del mondo tra cui l’italiano, è l’inglese sneakers, parola con cui le scarpe da ginnastica furono conosciute negli Stati Uniti. 

Non sempre è ben chiaro se le necessità aguzzano l’ingegno o se l’ingegno crea necessità, sta di fatto che negli anni ’80 si fece una sorta di censimento delle persone che praticavano regolarmente jogging e si scoprì che gli appassionati della corsa leggera e prolungata esercitata con andature diverse a scopo di esercizio fisico erano ben 30 milioni. Un target assai appetibile per i brand che si occupavano di produzione di linee sportive! 

Il primo sistema evoluto applicato all’intersuola risale al 1978 e fu AIR di Nike, che integrò cuscinetti di uretano contenenti una miscela di gas pressurizzato ad alta densità tra tomaia e suola. Quindi le altre case produttrici cercarono soluzioni alternative per adeguarsi alla rivoluzionaria novità, brevettando nuove scoperte che a tutt’oggi si susseguono. 


È indubbio che il sistema ammortizzante causi un numero nettamente minore di infortuni. Mettendo da parte per un momento la sicurezza, i sistemi ammortizzanti iniziarono a rappresentare un elemento d’immagine notevole per conquistare ampie fatte di mercato. 

I sistemi di ammortizzamento passivi o fissi appartengono alle intersuole formate da cuscinetti o caspule; i sistemi di ammortizzamento attivi o dinamici sono propri delle intersuole arricchite da elastomeri (prodotti sintetici dotati di proprietà elastiche) che consolidano l’elasticità quando la scarpa sportiva è differentemente sollecitata dai vari movimenti che facciamo (camminata, corsa, salti). Per questo motivo si parla di sistemi di ammortizzazione intelligente

Consigli per scegliere e acquistare le scarpe sportive 

  1. Per ovvie esigenze di marketing, le case produttrici creano scarpe sportive diverse in ogni stagione come qualsiasi altro complemento di moda. Prima di ogni ciclo primavera-estate e autunno-inverno infatti siamo subissati da una quantità di videoclip televisivi, spot radiofonici, pubblicità cartacea (cartelloni, fotografie su riviste e giornali) e gadget che preannunciano l’arrivo di scarpe sportive che rivoluzioneranno l’esistenza di ciascuno di noi.
    I messaggi puntano a fare credere che una determinata marca e un preciso modello fanno sentire l’individuo vincente e spesso i testimonial delle campagne pubblicitarie sono famosissimi atleti che hanno raggiunto il top nella disciplina sportiva.
    Se non siete maniaci delle novità a tutti i costi e il portafoglio langue, optate per le collezioni dell’anno precedente: il risparmio è assicurato e la qualità dell’allenamento sportivo non ne risentirà affatto! 
  1. Com’è noto, saldi e liquidazioni sono quanto di meglio esista per fare buoni acquisti senza rischiare di vedere il conto in banca in rosso. Approfittatene anche per cambiare le vecchie scarpe sportive e, se l’affare merita, acquistatene più di un paio per svecchiare l’attuale guardaroba. 
  1. Sapere risparmiare è sicuramente una buona virtù, ma l’eccesso è un difetto e il troppo stroppia. Questo per dire che un paio di scarpe sportive di qualità ha il suo prezzo e volere fare economia a tutti i costi ha lati negativi che potreste espiare in termini di salute e benessere dell’apparato muscolo-scheletrico.
    Quindi occhio alle imitazioni in bella mostra su bancarelle e nelle vetrine di negozi non autorizzati alla vendita delle marche più celebri! 
  1. Il momento migliore della giornata per provare qualsiasi tipo di calzatura è il tardo pomeriggio dopo avere vissuto una normale giornata tipo (scuola, studio e un paio d’ore con la combriccola a chiacchierare in piedi; ufficio e sospirato rientro a casa; pulizie di casa, lavatrice, operazioni di stiro e bambini da andare a prendere all’asilo o a scuola e così via). Infilate i piedi nelle nuove scarpe quando hanno subito carico e hanno fatto gran parte del loro dovere, così vi potete rendere subito conto della percezione che avrete durante l’allenamento evitando callosità e vesciche.
    La norma prevede che le scarpe sportive debbano essere di un numero superiore a quello solitamente calzato. E, come per qualsiasi altro tipo di calzature, lasciate che il piede abbia mezzo centimetro di agio all’interno della scarpa. 
  1. Pigrizia e fretta sono pessime consigliere. Non indossate solo una scarpa per verificare che vada bene, bensì infilatele entrambe.
    Non limitatevi a dire “vanno bene” senza alzarvi dalla sedia o dal cubo di prova ma camminate e, naturalmente senza mettervi a fare flessioni o corsa sul posto, ruotate le caviglie, piegatevi sulle ginocchia. Sono ammessi anche dei saltelli eseguiti con discrezione. Insomma, tutto ciò che non causa clamore in pubblico! 
  1. Controllate l’interezza della struttura delle scarpe sportive che stanno per venire a casa con voi.
    Innanzitutto devono essere robuste per sopportare carico e torsioni, avere la tomaia ben salda alla suola e il sistema di allacciatura con stringhe, fermalacci o velcro a prova di Indiana Jones. 
  1. Anche le scarpe sportive hanno un sesso! È meno compromettente di quanto pensiate, semplicemente esistono scarpe sportive da donna e scarpe sportive da uomo che, oltre a differenziarsi per colori, sfumature e disegni, sono studiate e realizzate tenendo in considerazione le diversità del piede femminile e maschile. 
  1. Come acquistare le scarpe sportive via web? Imparate un paio di trucchi utili 🙂
    A meno che non compriate scarpe sportive già utilizzate di cui conoscete il numero adatto o non siete aficionados di una determinata marca di cui avete provato gran parte della produzione degli ultimi 10 anni e quindi il vostro piede si sente come a casa, affidatevi al numero superiore rispetto a quello che portate. Oppure recatevi in un negozio che ha l’articolo su cui avete messo gli occhi e chiedete di provarlo, mostrando una leggera quanto misteriosa insoddisfazione per giustificare il mancato acquisto. Quindi tornate a casa, collegatevi al sito e procedete. OK, non è carino, però… 
  1. A ogni scarpa la sua calza. Non è solo una regola che vale dal punto di vista estetico.
    Nel caso delle scarpe sportive utilizzate per fare sport, la scelta delle calze è fondamentale per la corretta traspirazione dei piedi. Collant e calzini in filo di Scozia indossateli quando uscite per fare una passeggiata; gli allenamenti richiedono calze adeguate in materiali salutari come cotone e spugna. 
  1. Detto ciò, calzate le scarpe da acquistare con le calze che usereste durante l’allenamento. È pur vero che spesso ci si reca in negozio armate di tacchi a spillo e velatissime da 10 denari o con giacca e cravatta, ma a tutto c’è un rimedio: i negozi mettono a disposizione calze in spugna o cotone per simulare condizioni più reali. 
  1. Anche se può sembrare un consiglio apparentemente inutile, verificate per quale utilizzo specifico sono state concepite le scarpe sportive che solleticano il vostro senso di velleità. Le scarpe da tennis, per esempio, sono adatte per giocare a tennis e per passeggiare grazie alla loro linea discreta, ma sono inadatte a correre. Non scegliete perciò le scarpe sportive in base all’eventuale impiego fuori dal campo di gioco, dal percorso podistico o dalla palestra. 
  1. Infine ecco i consigli principali suggeriti dall’ortopedico.
    Scegliendo le scarpe sportive verificate che:
    – il plantare abbia il fondo neutro, cioè che non abbia concavità o convessità pronunciate per non modificare o peggiorare la forma dell’arco plantare del piede;
    – la tomaia sia dotata di un buon rinforzo calcaneare per contenere correttamente il tallone;
    – l’allacciatura sia regolabile e rinforzata per fare aderire saldamente il piede al plantare e avere quindi ottima stabilità (lasciate le chiusure con zip e bottoncini alle sneakers da città!);
    – la suola sia perfettamente piana (non deve mai presentare concavità e parti rotondeggianti, né la zona che ospita le dita dei piedi deve essere rialzata).